Il luccio della fontana - Fiaba

Il luccio della fontana - Fiaba

  • Anno di rilascio: 2013
  • Lingua: Italiano
  • Durata: 8:09

Di seguito il testo della canzone Il luccio della fontana , artista - Fiaba con traduzione

Testo " Il luccio della fontana "

Testo originale con traduzione

Il luccio della fontana

Fiaba

«C'erano una volta due sorelle,

Una rossa con gli occhi verdi

E l’altra verde con gli occhi rossi.

Una di nome Olga, e l’altra di nome Alga.

Olga e Alga solevano andare sovente

Alla fontana poco distante dal villaggio,

E ai piedi ci si metteva al primo punto.

E due sorelle erano molto legati fra loro.

E si diceva che una non facesse nulla senza l’altra».

Ti racconterò una storia che molti

Non conoscono e non so perché.

Di un uomo, certo Roh, che

Faceva il pescatore una volta andò

Con la barca e l’unico figliolo,

Che portò con sé, con gli occhi accesi disse:

«Padre, il mare è meraviglia!»

Quel giorno pescò una bestia

Che solo in un bestiario, forse neanche c'è.

Era grande come un uomo

Ed aveva lunghe zampe.

Tanto la colpì con un remo

E anche s’era morta non si sa com'è

Che aveva gli occhi vivi e il figlio:

«Padre, lei mi guarda!»

Fu un momento poi quella lo afferrò

Era ancora viva, il figlio lo gridò

E scivolando il mostro lo portava negli abissi.

Da quel giorno lì il padre non parlò,

lo cercava ancora ma finì così a gridare:

«Mare, tu sei grande, rendimi mio figlio!»

Ma il mare corrode tutto, tutto,

Tin anche i ricordi, ora quell’uomo

Ha due figlie ma… è strano davvero!

Una è Olga è rossa come te,

Gli occhi sono verdi come i boschi

Se la luce brilla chiara sulle fronde a primavera.

L’altra invece ha gli occhi rossi

E ha i capelli verdi come non ce n'è,

E' Alga, è bella ma non sembra affatto sua sorella.

Alga se ne andò come in ogni dì,

Sola andò piangendo e tornò così

A riflettere il suo volto dentro l’acqua alla fontana.

Ma quel giorno lì non andò così,

Olga la seguiva e così finì che

Incredula scoperse che parlava con un pesce.

Il luccio parlò e disse: «Ahimè, Alga

Non è figlia di Roh il pescatore,

Che fra i pesci nella rete la trovò.

Lo dico a te, io, ch’ero là, io che fui tonno,

Che morii proprio per questo,

Ora lo so, Alga, tuo padre ti pescò».

«Credeva tu fossi un dono

Ma il mare è cosa assai strana:

Io ch’ero d’acqua salata son pesce d’una fontana.

Alga, sei figlia a un Tritone, ecco perché ti disperi,

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