Carlo taglia teste - Genna

Carlo taglia teste - Genna

  • Anno di rilascio: 2018
  • Lingua: Italiano
  • Durata: 4:15

Di seguito il testo della canzone Carlo taglia teste , artista - Genna con traduzione

Testo " Carlo taglia teste "

Testo originale con traduzione

Carlo taglia teste

Genna

Seleziona la lingua in cui tradurre:

Carlo sta in una capanna fuori dalla corte, dove il vento incontra la nebbia e

di fretta ne alza la coltre

Il fuoco spento saluta la notte

Lui posa la sua arma, la branda di paglia stanco lo inghiotte

Il padre tagliava teste, il nonno tagliava teste, dispotico nepotismo ed anche

Carlo taglia teste

Non si cura del perchè e tende quella fune

Non si cura del motivo mentre lucida la scure

Non può fare domande, esegue e prepara

Lui ultimo terminale di una giustizia sommaria

Con il volto nascosto da uno strato di lana

Mentre non conosce il nome di chi incontra la sua lama

Carlo taglia ed ogni giorno ammassa, corpi mozzati di padri, figli,

mariti e dei loro sogni spezzati

Il suo giaciglio lo accoglie con diffidenza

Ma Carlo chiude gli occhi e mette a dormire anche la coscienza

E non inganni il tuo destino ma, prova a infrangere le regole e l’aria profuma

di libertà

Con il freddo della lama sul petto, si addormenta incompleto

Cercando cose che ancora non sa

Il taglio della sua scure copre il battito, con un pensiero fisso mentre si

spinge fuori dal baratro

Ed il freddo della lama sul petto, si addormenta incompleto

Cercando cose che ancora non sa

La solitudine per Carlo spirito abbandonato

Col fardello di un mestiere che non può essere svelato, rassegnato ad un amore

tardivo quando appoggerà la lama

Per costruirsi un altro destino

Ma il programmi si mischiano disattesi e in un giorno come tanti

Carlo incontra due grandi occhi neri

Lei era bella coi capelli di fieno

Lui sente tremare il cuore e la segue fuggire nei suoi sentieri

Lei era anima libera, eremita

Viaggiava con la mente, fresca ventata d’aria pulita

Sovvertiva ogni certezza divertita

Per lei il mondo era tondo

Lo sapeva, se lo sentiva

Carlo l’ascoltava rapito, da mondi e nuovi orizzonti che non aveva mai percepito

Sconvolto dai suoi racconti e dal suo sorriso

Quella notte chiuse gli occhi e il suo profumo ancora sul cuscino

E non inganni il tuo destino ma, prova a infrangere le regole e l’aria profuma

di libertà

Con il freddo della lama sul petto, si addormenta incompleto

Cercando cose che ancora non sa

Il taglio della sua scure copre il battito, con un pensiero fisso mentre si

spinge fuori dal baratro

Ed il freddo della lama sul petto, si addormenta incompleto

Cercando cose che ancora non sa

L’indomani mattina si sveglia

Puntuale va al patibolo e sa che la giustizia non aspetta

Ma qualcosa è cambiato sembra, niente più sadico piacere nell’udire il suono

sordo dell’accetta

Realizza in fretta e cambia la prospettiva, vuole partire con lei oltre la sua

capanna grigia

Placare la sua furia omicida sull’erba fresca a piedi nudi per sentire di nuovo

la terra viva

Pregusta notti di luna e mattine piene di aurora

Il cuore fa a pugni con la tradizione di boia

Oggi è l’ultimo il pensiero lo consola, vuole voltare pagina Carlo sogna una

vita nuova

Ma il destino ha in riserbo un trucco

Sul patibolo in ginocchio, l’ennesima vittima dell’ingiusto

Carlo taglia colpo secco, punto

E scorge il sorriso di lei, morente dentro quel cappuccio

E non inganni il tuo destino ma, prova a infrangere le regole e l’aria profuma

di libertà

Con il freddo della lama sul petto, si addormenta incompleto

Cercando cose che ancora non sa

Il taglio della sua scure copre il battito, con un pensiero fisso mentre si

spinge fuori dal baratro

Ed il freddo della lama sul petto, si addormenta incompleto

Cercando cose che ancora non sa

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