BEG - Omer Adam, Netta

BEG - Omer Adam, Netta

  • Album: עומר

  • Anno di rilascio: 2019
  • Lingua: ebraico
  • Durata: 2:55

Di seguito il testo della canzone BEG , artista - Omer Adam, Netta con traduzione

Testo " BEG "

Testo originale con traduzione

BEG

Omer Adam, Netta

Testo originale

מה ת׳לא רואה

ת׳לא קורא

שחור לבן

נו מה


לא רוצה לריב

ואיך תמיד

אני יוצאת

סתומה


מה עושים עכשיו

עושה לי גב

ופרפרים בבטן


מי פה מאוהב

נקרא לרב

או סתם נשבור ת׳חדר


זה לא שביקשתי כתר

רציתי סוף טוב לספר


לא צריך קפה

נגמור יפה

נגיד שלום

תודה


מה לעשות

לחבק או לשתוק

להרים לך מסוק

רק תגידי לי מה


מאמי מה ׳תה מה ׳תה ביג ביג דיל

מיסטר טרנטינו פה זה לא קיל ביל

זוז למנגינת חליל


Boy you better

Beg beg beg beg

Beg me beg for more


מה את לא רואה

לא מבינה

שחור לבן

נו מה


לא רוצה לריב

אני תמיד יוצא אשם

למה


מה עושים עכשיו

עושה לי גב ופרפרים בבטן

מי פה מאוהב

עזוב עכשיו

תצא לי מהחדר


ואיך שוב אני צמא לך

שותק מבפנים צורח


לא צריך קפה

נגמור יפה

נגיד שלום

תודה


מה לעשות

לחבק או לשתוק להרים לך מסוק רק תגידי לי מה


Boy you better

Beg beg beg beg

Beg me beg for more


Literary translation

Che cosa mai tu non scorgi, tra le ombre vaste?

Quale parola sfugge al tuo sguardo di neve?

Tutto è steso, nero su bianco, come cenere su carta.

Ebbene, quale nota segue, su che tono danzi?


Non ho più brama di discorde tempesta.

E sempre, come vento che ritorna,

Io, l’esule, varco la soglia del giorno,

Ottusa, come porta d’acciaio chiusa ai segni.


Ora, all’alba di questo silenzio, che si fa?

Mi volti le spalle, dipingi distanze di ghiaccio,

E nel ventre mi covano farfalle di fuoco.


Chi qui si lascia sommergere dal miele d’amore?

Chiamiamo il rabbino, custode di sogni e segreti,

O lasciamo che l’uragano spezzi la stanza come un vaso?


Non è che implorassi diadema o trono,

Volevo soltanto un lieto finale al libro dei nostri passi.


Non mi occorre caffè, né veglia forzata,

Solo che tutto finisca come un quadro intatto,

Che il saluto sia ponte leggero sull’acqua,

E che il ringraziamento brilli come moneta d’oro.


Che resta da fare, se non abbracciare la solitudine?

Stringerti nell’abisso o cedere alla muta d’aurora,

Sollevarti in volo, come un elicottero su mari d’aria,

Basta che tu parli, me lo sussurri: cosa vuoi?


Amore, che cos’è, che cos’è questo gran, gran mistero?

Mister Tarantino, qui non c’è vendetta, né Kill Bill.

Scivola alla cadenza di un flauto che ammalia i serpenti,


Ragazzo, meglio che tu attenda —

Scongiura, scongiura, scongiura, implora ancora,

Cedi al mio incanto, abbandonati, chiedi di più.


Che cosa tu non contempli nei miei occhi muti?

Non capire: è come decifrare vento nei deserti.

Sempre nero su bianco, spettri su tela.

Allora? Che parola vuoi, che sortilegio?


Non cerco la rissa, io temo la scissione.

Sempre, come colpa, mi ricade la notte sulle spalle.

Perché?


E ora, che danza ci resta nell’eco del vuoto?

Tu mi volgi la schiena e sciami di farfalle si levano.

Chi qui annega nel miele dell’ardore?

Lascia, ora basta —

Esci dalla stanza dove gli echi si spengono.


Ed ecco, di nuovo, ho sete di te come il viandante d’arsura.

Dentro taccio, ma il mio petto urla come tempesta tra i pini.


Non mi occorre caffè, né veglia forzata,

Solo che tutto finisca come un quadro intatto,

Che il saluto sia ponte leggero sull’acqua,

E che il ringraziamento brilli come moneta d’oro.


Che resta da fare, se non abbracciare la solitudine?

Stringerti, o tacere, sollevarti in volo, solo sussurra:


Ragazzo, meglio che tu attenda —

Scongiura, scongiura, scongiura, implora ancora,

Cedi al mio incanto, abbandonati, chiedi di più.


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