
Di seguito il testo della canzone Silent , artista - Paula Cole con traduzione
Testo originale con traduzione
Paula Cole
When Karl and his sister, united me in their tribe
I felt a strength in numbers embolding my shyness
I laughed at other people
At their bodies, at their hair
I became the vicious girl inside parroting her despair
And one day cold as calculation, Karl went too far
Intentional in his hurting, physical in his war
To the shyest one of all of us
The tenderest lonely heart
I watched in horror, helpless, silent, as the moment passed me, gone
Flying to the world tour, 25 and free
With condescending attitudes, from British men in cliques
When I imbibed too much Schnapps one night, in a Swiss hotel
One tour manager, felt this was the green light, pressed me down
On the bed, by my surprise, dick and tongue pressed hard
What a sad excuse of a man, thinking this what one does
Showing him out with deep disdain I kept the truth concealed
Cutting myself off from my own feelings, I kept on in silent hurt
My introversion in the kitchen, 30 years past, amongst the Moms
I don’t share with them my secrets, staying safe from all their gossip
Their husbands in the parlor, Huddled close together
Palpable discomfort when I join them in their circle
Looking for a conversation I listen to them speak
Jockeying one-upmanship, subconscious insecurity
I add my twenty cents to the room — how flatly it does land
Unaccustomed to a woman of mind, they wish to conquer me instead
«Hush, child!" — I hear my great grandmother whisper in my mind
It remains as relevant today here amongst this boring party
I don’t know where I stand
I go rogue, go quiet quicksand
Folding into myself, losing voice, to a moment passed again
Absorbing painful lessons, standing on my ground
I advocate, I’m blue in the face, I’m the leader of the crowd
But inside I’m a coward, still the little girl
Bystanding in my silence next to Karl bullying her
For nothing is so simple, the bully is the weak
Afraid to be tormented, tormenting for pre-empting
For Karl yearned for Father, for love, for attention
He acted out the monster inside his lonely hurting
There is never enough love, there is never enough listening
There is never enough of our mothers, to give us all we’re missing
I took on the silence, mandated by generations
But no more shall I be the mute and deaf and dumb submissive
Quando Karl e sua sorella mi hanno unito nella loro tribù
Ho sentito una forza nei numeri che incoraggiavano la mia timidezza
Ho riso di altre persone
Ai loro corpi, ai loro capelli
Sono diventata la ragazza viziosa dentro di me, ripetendo a pappagallo la sua disperazione
E un giorno, freddo come il calcolo, Karl è andato troppo oltre
Intenzionale nel suo dolore, fisico nella sua guerra
Al più timido di tutti noi
Il cuore solitario più tenero
Guardavo con orrore, impotente, in silenzio, mentre il momento passava, svanito
Volare per il tour mondiale, 25 anni e gratis
Con atteggiamenti condiscendenti, da uomini britannici nelle cricche
Quando una notte ho bevuto troppa grappa, in un hotel svizzero
Un tour manager, sentito che questo era il via libera, mi ha spinto verso il basso
Sul letto, con mia sorpresa, il cazzo e la lingua premono forte
Che triste scusa di un uomo, pensare questo quello che si fa
Mostrandolo con profondo disprezzo, ho tenuto nascosta la verità
Tagliandomi fuori dai miei sentimenti, ho continuato a soffrire in silenzio
La mia introversione in cucina, 30 anni fa, tra le mamme
Non condivido con loro i miei segreti, stando al sicuro da tutti i loro pettegolezzi
I loro mariti in salotto, rannicchiati vicini
Disagio palpabile quando li unisco alla loro cerchia
Alla ricerca di una conversazione, li ascolto parlare
Jockey one-upmanship, insicurezza subconscia
Aggiungo i miei 20 centesimi alla stanza, come atterrerà in modo piatto
Non abituati a una donna di mente, desiderano invece conquistarmi
«Silenzio, bambina!» — Sento sussurrare la mia bisnonna nella mia mente
Rimane rilevante oggi qui in questa festa noiosa
Non so da che parte mi trovo
Vado canaglia, vado tranquille sabbie mobili
Ripiegarsi su me stesso, perdere la voce, per un momento è passato di nuovo
Assorbendo lezioni dolorose, in piedi sulla mia terra
Io sostengo, sono blu in faccia, sono il leader della folla
Ma dentro sono un vigliacco, pur sempre la ragazzina
Stare in piedi nel mio silenzio accanto a Karl che la maltrattava
Perché niente è così semplice, il bullo è il debole
Paura di essere tormentato, tormentato per aver anticipato
Perché Karl desiderava il padre, l'amore, l'attenzione
Ha recitato il mostro dentro il suo dolore solitario
Non c'è mai abbastanza amore, non c'è mai abbastanza ascolto
Non c'è mai abbastanza delle nostre madri per darci tutto ciò che ci manca
Ho assunto il silenzio, imposto da generazioni
Ma non sarò più il muto e sordo e muto sottomesso
Paula Cole • 2006
Paula Cole • 2006
Paula Cole, Roger Moutenot • 2006
Paula Cole • 1995
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Paula Cole • 1995
Paula Cole • 1995
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Paula Cole • 1995
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