Per respingerti in mare - Le Luci Della Centrale Elettrica

Per respingerti in mare - Le Luci Della Centrale Elettrica

  • Anno di rilascio: 2010
  • Lingua: Italiano
  • Durata: 4:03

Di seguito il testo della canzone Per respingerti in mare , artista - Le Luci Della Centrale Elettrica con traduzione

Testo " Per respingerti in mare "

Testo originale con traduzione

Per respingerti in mare

Le Luci Della Centrale Elettrica

Forse il nostro viaggio porta un po' più lontano

Tu sorridevi agli autovelox

E mi spedivi contro, spedivi contro il pentagono

I tuoi aerei pieni di armi e di beni materiali

Le parole d’amore delle centrali nucleari

E tutti gli altri Vietnam che per le trasfusioni

Vuoi la vernice rossa, perchè è più coreografica

Quando mi hai detto che sono come l’edera

Quando ti ho detto che sei come l’edera

E hai deciso che sei lesbica

I tuoi pensieri sono spesso

Dello stesso materiale del cielo di milano

Sventolano dei fazzoletti bianchi dalle finestre

Quando passiamo, per salutarci o perchè si arrendono

E tutti i nostri no dove vuoi che ci portino

E tutti i nostri no dove vuoi che ci portino

E neanche se ti pagano, ma tanto non ti pagano

E neanche se ti pagano, ma tanto non ti pagano

E neanche se ti pagano, ma tanto non ti pagano

E neanche se ti pagano, ma tanto non ti pagano

E il motore eterno del nostro furgone

Le ombre rosse, il tono della tua voce

Che era per rischiarare sulle puttane in viale Europa

Ricominciava a nevicare su questo schifo di amore

Era per respingerti in mare

Per farmi tempesta e lente rappresaglie

Come tante utilitarie per conformarsi ad un certo modello di dolore

Per un malinteso senso del progresso

Per un difetto di fabbricazione

Nei cieli di Regina Coeli e nei negozi chiusi

Dove cazzo siete andati tutti?

I vostri sguardi che fondevano i metalli

E i camionisti addormentati su di noi ai 110

I nubifragi tra le tue ciglie e il guard-rail

Come vorrei

I tuoi fuochi artificiali, le tue cazzo di canzoni commerciali

Ci troveremo davanti ai nostri muri dei pianti

Oppure uccisi da Putin

E quanto costano…

I tuoi amici che si contano sui petali di quei fiori che quando soffi si

disfano, gli aerei per Palermo fermi a prendere freddo

Dieci grammi nel tuo reggiseno, i pescherecci che non tornano, quei lunghi mesi

immobili, santi, raccoglitori di pomodori, le bombe al fosforo

Quei momenti che respiravamo forte come se stessimo correndo, come per

commemorare i tuoi capelli lunghissimi

I lavori irregolari, i militiari iraniani, i tramonti che hanno dei colori

chimici

I detenuti morti, i venti forti dei deserti libici, i venti che incendiano i

campi nomadi, le meteoriti, le navi ferme immobili tra l’Italia,

Malta e la Libia

I primi fari antinebbia, le nostre ultime bufere violente, le guardie notturne

che vanno a dormire

Non c'è niente da capire, non c'è niente da capire

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