Espill - Raimon

Espill - Raimon

  • Anno di rilascio: 2000
  • Lingua: catalano
  • Durata: 5:23

Di seguito il testo della canzone Espill , artista - Raimon con traduzione

Testo " Espill "

Testo originale con traduzione

Espill

Raimon

Testo originale

Mestre Jaume Roig va nàixer

Probablement a València

A començament del segle

XV.

Se sap amb certesa

Que va morir un dissabte

Quart dia del mes d’abril

L’any mil quatre-cents setanta-

Vuit, en aquesta ciutat

Va estudiar «Medecina

I Arts» a ciutat de Lleida

A l’Estudi General

I a la Sorbona, París

Fou cèlebre com a metge

Examinador de metges

I Conseller de València

I ha passat a la Història

Com autor de la novel·la

Que ell va titular Espill

Escrita en vers tota ella

L’Espill és obra important

D’evident misogínia

Més citada que llegida

Amb més de setze mil versos

Dels quals jo vos en diré

Noranta-set.

Els que calen

Per contar-vos una història

Terrible i esgarrifosa

D’un restaurant de París

On servien carn humana

Segons l’autor, ben cuinada:

Mes, aquell any

Un cas estrany

En lo món nou

Jorn de Ninou

S’hi esdevenc

Jo tinguí el reng

Fiu convidar

Tots, a sopar

E rigolatge

Los de paratge

Qui junt havíem

Allí teniem

De tots potatges;

De carns salvatges;

Volateria;

Pastisseria

Molt preciosa

La pus famosa

De tot París

En un pastís

Capolat, trit

D’hom cap de dit

Hi fon trobat

Fon molt torbat

Qui el conegué;

Reconegué

Que hi trobaria:

Més, hi havia

Un cap d’orella

Carn de vedella

Créiem menjàssem

Ans que hi trobàssem

L’ungla i el dit

Tros mig partit

Tots lo miram

E arbitram

Carn d’hom cert era

La pastissera

Ab dos aidants

Filles ja grans

Era fornera

E tavernera;

Dels que hi venien

Allí bevien

Alguns mataven;

Carn capolaven

Feien pastells

E, dels budells

Feien salsisses

O llonganisses

Del món pus fines

Mare i fadrines

Quants ne tenien

Tants ne venien

E no hi bastaven;

Elles mataven

Alguns vedells:

Ab la carn d’ells

Tot ho cobrien

Assaborien

Ab fines salses

Les dones falses

En un clot tou

Fondo com pou

Descarnats ossos

Cames e tossos

Allí els metien;

E ja l’omplien

Les fembres braves

Cruels e praves

Infels, malvades

E escelerades

Abominables!

Cert, los diables

Com los mataven

Crec les aidaven

E lo dimoni

Faç testimoni

Que en mengí prou:

Mai carn ni brou

Perdius, gallines

Ni francolines

De tal sabor

Tendror, dolçor

Mai no sentí

Per lo matí

De totes tres

Feren quarters;

E llur posada

Fon derrocada

E l’aplanaren

Sal hi sembraren;

E tots los cossos

Tallats a trossos

(cent n’hi comptaren)

I els soterraren

En lloc sagrat

Traduzione del brano

Nasce il Maestro Jaume Roig

Probabilmente a Valencia

All'inizio del sec

XV

È noto per certo

Che è morto di sabato

Quarto giorno di aprile

Nell'anno millequattrocentosettanta-

Otto, in questa città

Ha studiato "Medicina

E Arti" nella città di Lleida

Nello studio generale

E alla Sorbona, a Parigi

Era famoso come medico

Medico Legale

E consigliere di Valencia

Ed è passato alla storia

Come l'autore del romanzo

Che ha intitolato Espill

Scritto in versi su di lei

Lo specchio è un'opera importante

Ovviamente misoginia

Più citato che letto

Con più di sedicimila versi

Di cui ti parlerò

novantasette

Quelli che servono

Per raccontarti una storia

Terribile e inquietante

Da un ristorante di Parigi

Dove servivano carne umana

Secondo l'autore, ben cotto:

Mese, quell'anno

Uno strano caso

Nel nuovo mondo

Jorn de Ninou

ci divento

Avevo l'anello

Invitiamo

Tutti a cena

E risate

Quelli locali

che abbiamo avuto insieme

Lì abbiamo

Di tutti gli stufati;

Di carni selvatiche;

Pollame;

pasticceria

molto bello

Il famoso pus

Da tutta Parigi

In una torta

Cupola, trit

Pollice su

Fondo trovato lì

Background molto travagliato

Chi lo conosceva;

ho riconosciuto

Cosa troverai lì:

Di più, c'era

Una testa d'orecchio

Manzo

Crediamo di aver mangiato

Vorrei che fossimo lì

L'unghia e il dito

Prendi mezza partita

Lo guardiamo tutti

E noi arbitrati

Era carne d'uomo

Il pasticcere

Con due assistenti

Figlie cresciute

Era una fornaia

E taverna;

Di quelli che sono venuti lì

Hanno bevuto lì

Alcuni uccisi;

Carn capolaven

Hanno fatto delle torte

E, degli intestini

Hanno fatto le salsicce

O salsicce

Dal mondo pus multe

Madre e madrine

Quanti ne avevano?

Ne stavano arrivando tanti

E questo non era abbastanza;

Loro hanno ucciso

Alcuni vitelli:

Con la loro carne

Hanno coperto tutto

Avrebbero assaporato

Con salse pregiate

Le finte donne

In una morbida pozzanghera

In basso come bene

Ossa senza carne

Gambe e tosse

Li hanno messi lì;

E lo stavano già riempiendo

Le donne coraggiose

Crudele e malvagio

Infedeli, malvagi

E malvagio

Abominevole!

Giusto, i diavoli

Come li hanno uccisi

Penso che li abbiano aiutati

E il diavolo

testimoniare

Che ho mangiato abbastanza:

Mai carne o brodo

Pernici, galline

Né francolini

Un tale sapore

Tenerezza, dolcezza

non mi sono mai sentito

Per la mattina

Di tutti e tre

Hanno fatto quarti;

E la loro locanda

Sfondo rovesciato

E l'hanno appiattito

Lì hanno seminato il sale;

E tutti i corpi

Tagliare a pezzi

(ne furono contati cento)

E li seppellirono

In un luogo santo

Altre canzoni dell'artista:

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