Hancock 96 - Sorge

Hancock 96 - Sorge

  • Anno di rilascio: 2016
  • Lingua: Italiano
  • Durata: 6:12

Di seguito il testo della canzone Hancock 96 , artista - Sorge con traduzione

Testo " Hancock 96 "

Testo originale con traduzione

Hancock 96

Sorge

Attorno a un tavolo

All’ultimo piano

Stasera beviamo

Alla faccia di chi ci deve i quattrini

Alla faccia di quelli a cui li dobbiamo

A questo mondo spietato

Che non non accetta più cambiali

Né pagherò

Né pagherei

Né la vecchia e cara stretta di mano

Stasera però beviamo

Abbiamo un tavolo prenotato da Hob

Da Sable

Da Sax

Da Weegee’s

Da Louie

Da Wit

E infine quassù in alto

All’ultimo piano

E tra un cocktail e l’altro

Un discorso accennato

Teniamo in ordine i conti

Le entrate

Le uscite

Le spese

I risparmi

I diritti ceduti

Le royalty accumulate

Per poi realizzare che i dividendi non bastano

A prenotare una stanza per più di una notte all’Allerton Plaza

Ma stasera mi sento fortunato vestito tutto di blu

In tasca ho un dente di bimba che una sera d’estate è caduto a mia figlia

Tiene lontane le ombre

Tiene lontano il passato

Tiene lontana la gente che chiama alle dieci di sera

In cerca di conforto

Una parola buona

Una rima che non stona

Un’apparizione a Roma

Stasera però, dico, sono a posto così

Perciò all’incrocio mi sporgo

E faccio segno al tassista di accostare a sinistra

E una volta sceso apro il portafogli

E conto quello resta

Dopo la cena

La mancia

E dodici cocktail Martini

Allora convinco Wendy ad aprire il suo

Di pelle pregiata

Cucito a mano da un artigiano di fama

«Un dollaro al ragazzo», dico

«un dollaro alla madre

Un dollaro anche al reduce dell’Iraq, Wendy

Che canta Presley e le canzoni di Natale»

Quassù mi metto a guardare le luci giù in fondo alla strada

Il punto dove tutto finisce, dove la gente si spara

Il bus lì non ferma

Il mondo lì non prende

L’autista lì non scende

Ha i parenti in Polonia

La moglie di Praga

E una figlia già grande che studia fisica o storia all’università di Germania

Il barman invece qui si allarma

Ha una riga sul volto

Lo sguardo sconvolto

Mentre fissa la macchina del ghiaccio che gira a vuoto

Gli è caduta una lacrima, confessa, dentro a un Daikiri

Chi la trova è pregato di restituirgli i sospiri

C'è una luce che inganna a quest’ora del giorno

Al 96° piano della torre più alta del mondo

Il giallo sembra oro

Il verde sembra smalto

Il rosso s’accende di colpo come fosse un semaforo

Si storce un po' il mondo adesso

S’alzato il vento

Quando d’un tratto mi guardo di nuovo le tasche e realizzo contento

Che non ho più una lira

Che ho perso anche i buoni

Il dente di mia figlia

E il biglietto per il concerto del Reverendo Joy

Ma è l’ora di andare

Di chiedere il conto

Che giro a Wendy e al suo portafoglio

Quindi annuncio rivolto alla sala

«Signori, è stato bello

Ma la notte è finita

Mettiamoci in fila

E cominciamo a scendere

I delusi in coda

E le signore davanti»

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