
Di seguito il testo della canzone To Wander the Void , artista - While Heaven Wept con traduzione
Testo originale con traduzione
While Heaven Wept
A million miles from everything the emptiness is everywhere
The lone and level sands stretch as far as I can see
Nothing but the hollowed eyes of skulls and ancient bones despair
Remains of those who wandered this wasteland vast before me
Fatigue and famine render every step a tribulation
Beneath the blistering sun sabulous winds just a mockery
Lost within an infinity of dust and desolation
The vultures circling overhead await my lonely expiry
Maintaining this course to nowhere I have traveled so far
Far beyond the valley’s carnage and death’s silent repose
Compelled to journey onward by the calling of the morning star
Haunted by visions and voices, memories or madness providence only knows
I can’t remember when or how I’d first lost my way
Thirsting even a tear of solace knowing naught will ever come
Siren celestial have mercy on me allow my flesh into dust decay
And carry my soul far beyond this damned and forsaken kingdom
I fell to my knees as the last trace of strength slowly faded away
With stone in throat I knew I’d never reach the hallowed and promised land
I conceded my carcass a vulture’s feast, my soul eternal umbrae
Once a king, now nameless, forgotten, swallowed by the seas of sand
A milione di miglia da tutto, il vuoto è ovunque
Le sabbie solitarie e pianeggianti si estendono per quanto possibile
Nient'altro che gli occhi scavati di teschi e ossa antiche disperano
Resti di coloro che hanno vagato per questa vasta terra desolata prima di me
La fatica e la carestia rendono ogni passo una tribolazione
Sotto il sole cocente sventola sabulosa solo una presa in giro
Perso in un infinito di polvere e desolazione
Gli avvoltoi che volteggiano sopra di me aspettano la mia morte solitaria
Mantenendo questo corso in nessun luogo ho viaggiato finora
Ben oltre la carneficina della valle e il silenzio della morte
Costretto a viaggiare in avanti dal richiamo della stella del mattino
Ossessionato da visioni e voci, ricordi o follia solo la provvidenza sa
Non riesco a ricordare quando o come mi ero perso per la prima volta
Sete anche solo una lacrima di conforto sapendo che nulla arriverà mai
Sirena celeste abbi pietà di me lascia che la mia carne si muova in polvere
E porta la mia anima ben oltre questo regno dannato e abbandonato
Caddi in ginocchio mentre l'ultima traccia di forza svaniva lentamente
Con la pietra in gola sapevo che non avrei mai raggiunto la terra santificata e promessa
Ho concesso alla mia carcassa un banchetto di avvoltoio, la mia anima eterna ombra
Un tempo re, ora senza nome, dimenticato, inghiottito dai mari di sabbia
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