Velatorio - Zpu

Velatorio - Zpu

  • Anno di rilascio: 2016
  • Lingua: spagnolo
  • Durata: 4:48

Di seguito il testo della canzone Velatorio , artista - Zpu con traduzione

Testo " Velatorio "

Testo originale con traduzione

Velatorio

Zpu

Testo originale

Dicen que era un ángel

Que tenía un gran corazón

Que era un polizón del barco de la vida

Que vestía un armazón

Tras un tropezón se alzaba y resurgía

Que era un cabezón, tenía el don de dar si sonreía

Lo hacía con los ojos;

ya quedan pocos de esos

Su enojo era una brizna comparado con sus besos

Si alguna vez rozaron sus mejillas o sus labios

Desaparecieron las rencillas, llantos, los agravios

Dicen que era mágico, un genio de versos trágicos

Que le entregó su vida al papel sin condiciones

Si le pudo el pánico, abanicó las dudas

Que sus ataduras mas duras forjaron sus canciones

Que nunca dio lecciones de engreído, ni consejos

Que en sus oraciones siempre alejó los falsos reflejos

Si dejó algo fue a sí mismo junto a sus valores

Dicen que amaba las flores, que siempre se van los mejores

Que charlaba con la luna y con el sol

Que su nunca era una cuna de botellas de alcohol

Su vacuna fue la ayuda de allegados más próximos

Su código una cura para lograr sus propósitos

Y que siempre estuvo para echar un cable

Que era un indomable y echaba de menos a su padre

Que fue un sable contra el miserable y el arpío

Que ha dejado un río, un vacío inconmensurable

Dicen que la depresión le robó la alegría

Que se hundía en pozos de melancolía

Que su vía de escape frente al atrape era el papel

Que se amaban en un carrusel de roces y caricias sin cuartel

Que en su Torre de Babel eran felices, dicen

Que su mente era un pincel

Que fue vago por los tragos que clavaron su cincel bajo su piel;

Piel que engaña, que su alma siempre nos ha sido fiel

Que ante las lágrimas nos sostuvo su hombro

Siempre estuvo, llenó un cubo cuando tocó cada fondo

Y su peso le arrojó a las turbias manos de la sinrazón

Y como todos ya se ha convertido en polvo

Que nadie se escapa, que fue su única certeza

Que trazó mil mapas dentro de un rompecabezas

Dicen que sus piezas nunca han estado tan juntas

Que sintió el menosprecio que sufren los que despuntan

Dicen que vivió como si no hubiera un mañana

Que el cemento fue su cárcel y la lluvia su nana

Que su ángel fue su mamá, y su fe congelada

Que esto con el tiempo sana, dicen que no somos nada

Que lo amaban por lo irrepetible

Que su mirada atravesaba lo invisible

Que soñaba lo imposible para con sí mismo

Que era un niño grande jugando al idealismo

Dicen tantas cosas que no sé quién fue

Dicen que nos mira desde arriba que aún nos acompaña

Dicen que le extrañan

Cuentan que su mente navegó en un mar de quizás

Dicen que su corazón latió hecho trizas

Mientras velan sus cenizas

Dicen que brindemos, que él lo quiso así

Que hay que celebrarle por los que estamos aquí todavía

Que no hay día que no vaya a ser el último

Que decía que se iría en pleno júbilo

Mirándolo en decúbito parece estar en paz

Que ahora vuela en aquella estrella fugaz

Suelta el miedo, cruza el cielo en cada haz de luz

Por eso haz de tus días alegrías

Dicen que en ese ataúd

Marcha un joven sin Nobel pero más sabio

Que aprendió que el amor no siente en binario

Que supo que no hay calendario que defina el tiempo

Que el tiempo es un invento, dicen que él ha sido el cambio

Dicen que no habrá perdices, que él no come carne

Su vida fue un dibujo sin lujos pero sin hambre

Dicen que los brujos le dieron esas pulseras

Que el influjo de sus letras tocó génesis enteras

Que de veras mis sinceras condolencias

Que no hay ciencias

Ni creencias que palien su ausencia

Que está vivo en su recuerdo

Y no dejarán que muera

Que era un loco cuerdo

Dicen que lo ven grabar en la pecera

Dicen que era dos mitades en lucha constante

Que capturó el instante

Que su talante tolerante le trajo mil vidas

Que hizo idas y venidas por el infierno de Dante

Dicen que fue amante y compañero

Que jamás encontrarán algún amor tan sincero

Sin velos en los ojos

Ni pelos en la lengua

Con miles de cerrojos

Para una bondad tan ingenua

Dicen que las deudas le agobiaban

Que quizá fue eso

Dicen que fue el peso de las pérdidas

Dicen: «Fue un abrazo que nunca le dieron»

Dicen que fue un beso que no llegó por milésimas

Dicen tantas cosas que no sé quién fue

Dicen que nos mira desde arriba que aún nos acompaña

Dicen que le extrañan

Cuentan que su mente navegó en un mar de quizás

Dicen que su corazón latió hecho trizas

Mientras velan sus cenizas

Traduzione del brano

Dicono che fosse un angelo

che aveva un grande cuore

Che ero un clandestino della nave della vita

che indossava una cornice

Dopo un inciampo si alzò e riemerse

Che fosse un bighead, aveva il dono di dare se sorrideva

Lo ha fatto con gli occhi;

ne sono rimasti pochi

La sua rabbia era una paglia rispetto ai suoi baci

Se mai ti hanno sfiorato le guance o le labbra

Le liti, le lacrime, le lamentele sono scomparse

Dicono che fosse magico, un genio dei versi tragici

Che ha dato la vita alla carta senza condizioni

Se il panico gli riusciva, alimentava i dubbi

Che i loro legami più duri hanno forgiato le loro canzoni

Che non ha mai dato lezioni arroganti, né consigli

Che nelle sue preghiere tenesse sempre lontani i falsi riflessi

Se ha lasciato qualcosa, era lui stesso insieme ai suoi valori

Dicono che amasse i fiori, che i migliori se ne vanno sempre

Che chiacchierava con la luna e con il sole

Che lei non è mai stata una culla di bottiglie di alcolici

Il suo vaccino è stato l'aiuto dei parenti più stretti

Il tuo codice una cura per raggiungere i tuoi scopi

E che era sempre lì per lanciare un cavo

Che era indomabile e gli mancava suo padre

Quella era una sciabola contro i disgraziati e l'arpia

Che ha lasciato un fiume, un vuoto incommensurabile

Dicono che la depressione le abbia rubato la gioia

Che sprofondò in pozzi di malinconia

Che la sua via di fuga dall'essere catturati era di carta

Che si amassero in un carosello di frizioni e carezze senza quartiere

Che fossero felici nella loro Torre di Babele, dicono

Che la sua mente era un pennello

Che era pigro per le bevande che gli conficcavano lo scalpello sotto la pelle;

Pelle che inganna, che la sua anima ci è sempre stata fedele

Che prima delle lacrime ci tratteneva la sua spalla

Lo era sempre, riempiva un secchio quando toccava ogni fondo

E il suo peso lo gettò nelle mani oscure dell'irragionevolezza

E come tutti gli altri è già diventato polvere

Che nessuno scappi, quella era la sua unica certezza

Questo ha disegnato mille mappe all'interno di un puzzle

Dicono che i suoi pezzi non siano mai stati così vicini tra loro

Chi ha sentito il disprezzo subito da chi si distingue

Dicono che vivesse come se non ci fosse un domani

Che il cemento era la sua prigione e la pioggia la sua ninna nanna

Che il suo angelo era sua madre e la sua fede congelata

Che questo con il tempo guarisca, dicono che non siamo niente

Che lo amavano per l'irripetibile

Che il suo sguardo trafisse l'invisibile

Chi ha sognato l'impossibile per se stesso

Che ero un ragazzo grande che giocava all'idealismo

Dicono così tante cose che non so chi fosse

Dicono che ci guarda dall'alto che ancora ci accompagna

Dicono che gli manchi

Dicono che la sua mente abbia navigato in un mare di forse

Dicono che il suo cuore battesse a pezzi

Mentre vegliano sulle sue ceneri

Dicono che brindiamo, che lui voleva che fosse così

Che dobbiamo celebrarlo per quelli di noi che sono ancora qui

Che non c'è giorno che non sia l'ultimo

Chi ha detto che sarebbe andato in pieno giubilo

Guardandolo in decubito sembra essere in pace

Che ora vola su quella stella cadente

Lascia andare la paura, attraversa il cielo in ogni raggio di luce

Ecco perché rendi felici le tue giornate

Lo dicono in quella bara

Un giovane marcia senza un Nobel ma più saggio

Chi ha imparato che l'amore non si sente in binario

Chi sapeva che non esiste un calendario che definisce l'ora

Quel tempo è un'invenzione, dicono che è stato lui il cambiamento

Dicono che non ci saranno pernici, che non mangi carne

La sua vita era un disegno senza lussi ma senza fame

Dicono che gli stregoni gli abbiano dato quei braccialetti

Che l'influenza dei suoi testi ha toccato l'intera genesi

Che davvero le mie più sincere condoglianze

che non c'è scienza

Né convinzioni che ne mitighino l'assenza

Questo è vivo nella tua memoria

E non mi lasceranno morire

che era un pazzo sano di mente

Dicono di averlo visto registrare nell'acquario

Dicono che fossero due metà in una lotta continua

che ha catturato l'attimo

Che il suo atteggiamento tollerante gli ha portato mille vite

Che ha fatto andirivieni attraverso l'inferno di Dante

Dicono che fosse un amante e un compagno

Che non troveranno mai un amore così sincero

Senza veli negli occhi

Né peli sulla lingua

Con migliaia di serrature

Per una gentilezza così ingenua

Dicono che i debiti l'abbiano sopraffatto

forse era così

Dicono che sia stato il peso delle perdite

Dicono: «Era un abbraccio che non gli hanno mai dato»

Dicono che sia stato un bacio che non è arrivato per millesimi

Dicono così tante cose che non so chi fosse

Dicono che ci guarda dall'alto che ancora ci accompagna

Dicono che gli manchi

Dicono che la sua mente abbia navigato in un mare di forse

Dicono che il suo cuore battesse a pezzi

Mentre vegliano sulle sue ceneri

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