Mi Niñez - Joan Manuel Serrat

Mi Niñez - Joan Manuel Serrat

  • Anno di rilascio: 2018
  • Lingua: spagnolo
  • Durata: 6:48

Di seguito il testo della canzone Mi Niñez , artista - Joan Manuel Serrat con traduzione

Testo " Mi Niñez "

Testo originale con traduzione

Mi Niñez

Joan Manuel Serrat

Testo originale

Tenía diez años y un gato

Peludo, funámbulo y necio

Que me esperaba en los alambres del patio

A la vuelta del colegio

Tenía un balcón con albahaca

Y un ejército de botones

Y un tren con vagones de lata

Roto entre dos estaciones

Tenía un cielo azul y un jardín de adoquines

Y una historia a quemar temblándome en la piel

Era un bello jinete

Sobre mi patinete

Burlando cada esquina

Como una golondrina

Sin nada que olvidar

Porque ayer aprendí a volar

Perdiendo el tiempo de cara al mar

Tenía una casa sombría

Que madre vistió de ternura

Y una almohada que hablaba y sabía

De mi ambición de ser cura

Tenía un canario amarillo

Que sólo trinaba su pena

Oyendo algún viejo organillo

O mi radio de galena

Y en julio, en Aragón, tenía un pueblecillo

Una acequia, un establo y unas ruinas al sol

Al viento los ombligos

Volaban cuatro amigos

Picados de viruela

Y huérfanos de escuela

Robando uva y maíz

Chupando caña y regaliz

Creo que entonces yo era feliz

Tenía cuatro sacramentos

Y un ángel de la guarda amigo

Y un «Paris-Hollywood» prestado y mugriento

Escondido entre mis libros

Tenía una novia morena

Que abrió a la luna mis sentidos

Jugando los juegos prohibidos

A la sombra de una higuera

Crucé por la niñez imitando a mi hermano

Descerrajando el viento y apedreando al sol

Mi madre crió canas

Pespunteando pijamas

Mi padre se hizo viejo

Sin mirarse al espejo

Y mi hermano se fue

De casa, por primera vez

Y ¿dónde, dónde fue mi niñez?

Traduzione del brano

Avevo dieci anni ed ero un gatto

Peloso, funambolico e sciocco

Quello mi stava aspettando sui fili del patio

tornato da scuola

Avevo un balcone con basilico

E un esercito di bottoni

E un treno con vagoni di latta

Rotto tra due stagioni

Aveva un cielo azzurro e un giardino di ciottoli

E una storia da bruciare tremante sulla mia pelle

Era un bellissimo cavaliere

sul mio scooter

Andando dietro ogni angolo

come una rondine

con niente da dimenticare

Perché ieri ho imparato a volare

Perdere tempo di fronte al mare

Avevo una casa buia

Che madre vestita di tenerezza

E un cuscino che parlava e sapeva

Della mia ambizione di essere sacerdote

Ho avuto un canarino giallo

Che solo il suo dolore trillasse

Ascoltando qualche vecchio organetto

O la mia galena radiofonica

E in luglio, in Aragona, ebbe una piccola città

Un fosso, una stalla e qualche rudere al sole

al vento gli ombelichi

Quattro amici sono volati

butterato

E gli orfani della scuola

Rubare uva e mais

Canna da succhiare e liquirizia

Penso di essere stato felice allora

aveva quattro sacramenti

E un amico angelo custode

E una sudicia "Parigi-Hollywood" presa in prestito

nascosto tra i miei libri

Aveva una ragazza bruna

Che ha aperto i miei sensi alla luna

Giocare ai giochi proibiti

All'ombra di un fico

Ho attraversato l'infanzia imitando mio fratello

Sbloccare il vento e lapidare il sole

Mia madre ha sollevato i capelli grigi

pigiami cuciti

mio padre è invecchiato

senza guardarsi allo specchio

E mio fratello se n'è andato

Da casa per la prima volta

E dove, dov'è stata la mia infanzia?

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